SCUOLA E DAD TRA LUCI E OMBRE

MARY NOWHERE

Michele di Mauro presenta “Insegnare alle ombre”, sequel del fortunato “Hey, sembra l’America!”

Gli esami di maturità si stanno avviando verso la conclusione e, per la prima volta dopo due anni, studenti e docenti hanno potuto affrontare questo momento importante senza mascherina. Io stessa mi sono stupita per il fatto di avere davanti, per la prima volta, la parte inferiore del volto di alcuni colleghi che, dall’inizio dell’anno, non avevo mai visto per intero. I miei alunni di quinta, classe 2003, hanno vissuto il primo lockdown con l’introduzione della DAD nella primavera 2020, l’alternarsi di aperture e chiusure dello scorso anno scolastico, per poi tornare quest’anno interamente in presenza, con l’attivazione della didattica digitale solo nel caso di singoli contagi. Poter frequentare regolarmente le lezioni è stata un’autentica boccata d’ossigeno, dispositivi di protezione delle vie respiratorie permettendo, per poter vivere la scuola come è giusto che sia, vale…

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Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

One thought on “SCUOLA E DAD TRA LUCI E OMBRE

  1. Ho letto sul blog della Sua collega italiana il seguito della conversazione: vedo che l’immagine del mentore di Kenzie e Soraya ombra indistinta vagante nell’Ade L’ha colpita. Per il Suo terzo libro potrebbe magari pensare a un compromesso: quella famiglia emigra sulle sponde della baia di Chesapeake e i genitori affrontano un mondo dove i vicini hanno un fucile a pompa e un Uzi in bella mostra in sala e le mail si concludono con “Pronouns: he, him, his”, mentre il figlio scopre alla Silvana High School che Giovenale è Giovenale anche al di là dell’Atlantico e che quello strano Uzi nella living room esprime solo una variazione cromatica in un mondo transatlantico nel profondo unitario. Forse l’interazione tra Mr.D e l’adolescente e le vicende dei genitori alle prese con l’Uzi in salotto esprimerebbero le tanto (editorialmente) salvifiche “epifanie di senso”.

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