Only in America…

Ms. Bateman sgrana gli occhi trasognati davanti al tappeto di fogli sparsi sulla cattedra: appunti scritti a mano con una grafia minuta e precisissima che mi ricorda tanto quella di sua figlia Priscilla. Mrs. Bateman sfiora con le dita i bordi della carta geografica dell’Italia come a tracciarne percorsi immaginari e io mi limito a guardarla, chiedendomi se anche lei si è accorta che dalla piccola finestrella che dà su White Oak una pioggia primaverile ha cominciato a bagnare la strada. Prima poche gocce a graffiare delicatamente i vetri della finestrella alle nostre spalle, poi spruzzi più corposi a sferzare la spiaggia della baia. Respiro a fondo lasciando che l’inconfondibile odore acre e pastoso dell’asfalto bollente bagnato dall’acqua mi pizzichi le narici.

Vuoi continuare a leggere? Questa storia Farà parte del mio nuovo libro in uscita a fine maggio inizio giugno…

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

3 thoughts on “Only in America…

  1. Ah ah ah, Mr D mi hai fatto tornare a SHAPE, Belgium da dove il nostro Flat Stanley left to go back to St Peter Parish School on Capitol Hill D.C. nel 1998… mia figlia Bianca aveva sei anni e rispondeva al progetto dei suoi ex compagni di Kindergarten.

    Il tuo flat Mr. D immortalato dalle tue alunne della high School in giro per l’Italia mi ha strappato un sorriso, un vero mpd quando lo ho immaginato alle grotte di Sirmione : mpd= puro Veneto per lol ( me pisso dosso)

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  2. “…atque metus omnis et inexorabile fatum / subiecit pedibus strepitumque Acherontis auari…” Povero Virgilio, non aveva capito che sono la Follia e il Caos i signori del mondo sotto la suprema signoria del Caso.
    Sa, Mr D, qual è il minuscolo frammento che più mi ha colpito? All’inizio: le “(Mrs Bateman’s) americanissime doti organizzative”; le vostre incredibili doti organizzative, quelle che vi hanno portato a costruire 2710 navi Liberty dal 1941 al 1945 (tre Liberty ogni due giorni) e vincere in questo modo la battaglia dell’Atlantico surclassando il genio tedesco nel progettare U-boot ipermoderni per affondarle. È quello che mi colpì anche nei miei lontanissimi anni nelle cliniche del Minesota: colleghi medici di cultura meno enciclopedica e meno medici internisti di me (sapere tanto, anche se non tantissimo, su tutto), ma operanti in un ambiente organizzatissimo che moltiplicava l’efficacia della loro iperspecializzazione poco umanistica.
    Dagli anni ’90 ho visto sempre più nei miei rapporti con i colleghi USA la perdita di questo genio organizzativo; e se ne vedono sempre più i risultati. Insomma, per tutta la mia gioventù e maturità avevo pensato che gli USA, oggetto della mia nostalgia di giovane medico (forse solo nostalgia della gioventù), smentissero la mia fede nichilista descritta all’inizio, figlia di innamoramenti liceali e sudio intenso della matematica, perfetta costruzione atea per definizione. Ma mi sbagliavo come si sbagliava Virgilio: Follia, Caos e Caso sono i nostri signori.
    Molto bello questo racconto, Mr D, scritto con semplicità descrittiva, ma anche grande efficacia espressionista.

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  3. Minnesota e non Minesota: mi perdonino le interminabili colleghe vichinghe delle quali, da buon mediterraneo, mi ero infatuato in corsia.

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