Provehito in altum. Quando gli indiani sconfissero il KKK

Notte, il cielo è coperto da nuvole spesse che oscurano una luna sottile e opaca. La donna seduta nella macchina combatte il freddo di gennaio sfregandosi le mani, battendo i denti, cerando di percepire i rumori attutiti che vengono trasportati dal vento freddo di gennaio. Sono colpi di fucile, urla di uomini spaventati che si mischiano a ululati. Poi, verso le venti e trentaquattro, vede Mr. Blake correre lungo il campo strillando come un coyote ferito. Non fa in tempo ad aprire la bocca che incrocia lo sguardo di Catfish Cole mentre comincia a rotolare oltre la recinzione e sparire nel fosso adiacente, ignorandola. Solo a quel punto la donna si decide ad agire. Così mette in moto con le mani tremanti e intirizzite, inserisce la marcia, parte schiacciando il pedale con il piede incerto, riempiendo il silenzio dell’abitacolo con un urlo disumano di rabbia e paura. La corsa in realtà dura solo qualche centinaio di metri, poi la macchina urta un tronco e scivola nel fosso oltre la strada. La donna sbatte la testa sul cruscotto e quasi immediatamente avverte un fiotto tiepido che le bagna lo zigomo, poi chiude gli occhi, mentre alle sue spalle gli indiani ululanti si avvicinano lanciando urla di guerra.

Vuoi continuare a leggere? Questa storia Farà parte del mio nuovo libro in uscita a fine maggio inizio giugno…

 
 
 
 

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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