Il vantaggio reciproco

“L’uomo è l’unico animale che non apprende nulla senza un insegnamento: non sa parlare, né camminare né mangiare, insomma non sa far nulla allo stato di natura tranne che piangere.”

Plinio il vecchio

Caro Mr.D,

Volevo ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me fin dal primo anno di scuola superiore. Ho riconosciuto fin da subito la sua sconfinata passione per i suoi studenti. Non c’è mai stato un solo giorno in cui non mi sono divertita nelle sue classi. Non ha mai deluso nel regalare un sorriso ad uno dei suoi studenti e ho sempre apprezzato il fatto che al tempo stesso il sorriso rimaneva comunque anche nel suo, di sguardo… bla bla bla…

Piego il biglietto stampato sul ciclostilato rosa e addento il muffin chiudendo leggermente gli occhi, lasciando che le parole scivolino lentamente oltre le spalle e che l’aroma del limone mi riempia le narici.

La prima settimana di maggio negli Stati Uniti si celebra la Teacher appreciation Week: la settimana di apprezzamento degli insegnanti, una celebrazione riconosciuta a livello nazionale per onorare gli educatori per il loro lavoro e la loro dedizione nei confronti degli studenti. Pare che l’idea sia venuta alla first lady Eleanor Roosevelt che nel 1953 propose di organizzare una giornata nazionale degli insegnanti al Congresso. Il simbolo di questa ricorrenza è una mela rossa.

Durante la settimana studenti e genitori donano dolci, regali e bigliettini agli inseganti…

Grazie per avermi insegnato il latino negli ultimi due anni. Onestamente non avevo idea di come sarebbe stato seguire le sue lezioni, ma mi ha fatto apprezzare la lingua e la cultura romana. La gente potrebbe dire che le uniche lezioni significative per il mio piano di studi dovrebbero essere quelle legate alla matematica e alla biologia, ma in realtà sono stata in grado di capire le parole delle lingue romanze grazie a questo corso. Inoltre ho ampliato il mio vocabolario inglese con parole che derivano dal latino. Le sue lezioni sono sempre state rilevanti e mi sono divertita molto! Lei è un insegnante incoraggiante e confortante, qualsiasi studente sarebbe grato di averla avuta. Sa davvero come insegnare in modo efficace, coinvolgere e intrattenere gli studenti. È stato fantastico averla avuta come insegnante!

Spesso negli USA un bravo insegnante decide di lasciare il lavoro dopo pochi anni. Uno studio federale afferma che il venti percento degli insegnanti certificati delle scuole pubbliche inizia a cambiare idea riguardo a dedicare la propria vita all’insegnamento entro il quinto anno di carriera. Secondo Richard Ingersoll, professore di educazione e sociologia presso l’Università della Pennsylvania, il numero è in realtà molto più alto. Circa il cinquanta percento dei giovani insegnanti ha smesso di insegnare durante i primi cinque anni perché deluso dalla professione. Mentre il numero esatto resta da determinare, la dura realtà è che molti insegnanti lasciano gli istituti di istruzione ogni anno. Nonostante le lunghe vacanze estive, una giornata lavorativa all’appaernza breve e la sicurezza di uno stipendio esiguo ma stabile, gli insegnanti continuano ad andarsene.

Thank you for being such a great teacher. You always make sure to push me to my full potential while also guiding me and giving me the help I need along the way. I always enjoy your class and you always put a smile on my face. I was lucky to have you for two years and I will miss your class next year! It is so obvious that you care about your students and that you love your job and I just want to say thank you for all that you do. 

Il sistema educativo americano richiede test e risorse che gli insegnanti devono costruire da zero. I lavori di molti studenti devono essere rivisti e analizzati quotidianamente. Le telefonate ai genitori sono necessarie e quasi mai restituiscono dignità alla professione. Sfortunatamente, i nuovi insegnanti della scuola sono spesso lasciati a se stessi nella ricerca delle migliori soluzioni. Pochi docenti riescono a combinare lavoro, scartoffie e vita personale. Uno dei principali motivi per cui gli insegnanti americani se ne vanno è la mancanza di salari competitivi. A giudicare dal recente rapporto della National Education Association, in media, gli insegnati americani guadagnano circa $ 58.000 all’anno. In confronto, il salario iniziale per un ingegnere petrolifero e del gas con una laurea è più vicino a $ 100.000. Prendendo lo stipendio medio dell’insegnante e dividendolo per il numero di ore trascorse in classe, lo stipendio di un insegnante arriva a $ 10 l’ora. C’è da dire che gli stipendi variano, da stato a stato poiché gli insegnanti del Montana ricevono la metà di quello che portano a casa quelli del Massachusetts, ma al netto della COLA , cost-of-living adjustment, il potere d’acquisto rimane pressoché identico. Secondo i dati federali, oltre il 40% degli insegnanti deve lavorare più di 60 ore a settimana. Gli educatori finiscono con il lavorare molte ore in più senza il dovuto compenso. Il reddito di un lavoratore medio è del 50 per cento superiore a quello di un insegnante laureato. Detto questo, molti insegnanti sono alla ricerca di entrate aggiuntive, soprattutto durante il periodo estivo, per sbarcare il lunario.

Me and every other student you have had over the years are very lucky to have you as a teacher. Even through these hard times, from day one you have made each class one to look forward too. You always are very nice and help us with school and our personal problems. I want to thank you for always being understanding throughout this school year because it has been a tough one. You always are there when we need help with work from staying after school to being understanding and flexible when we have other stress and personal problems. It helps us a lot! You have made this year much more enjoyable and please know all you have been doing is appreciated. Things may be virtual but, I hope that this card reaches you as a sign of mine and many others appreciation.  Wishing you the best,  

Gli insegnanti americani hanno un tot di giorni di malattia pagati all’anno, cumulabili, ogni assenza extra non verrà retribuita. Le famiglie premono, minacciano, esigono figli super preparati per il college, salvo poi denigrare i docenti e ritenere che siano troppo pagati. È il contribuente che fa a cazzotti con il genitore, l’uovo che rinnega la gallina.

Ecco…
Fare l’insegnante…
Svegliarsi alle cinque e quarantacinque.
Fare l’insegnante…
Arrivare a scuola alle sette e trenta.
Fare l’insegnante… Passare i weekend in compagnia di una risma
di fogli da correggere. Fogli che diciamocelo, spesso sono
un insulto alle leggi della fisica, della logica e della gravità.
Fare l’insegnante…
Leggere negli sguardi di chi insegnante non è, un senso di
disagio.
Ma come glielo spieghi a chi non ha mai insegnato cosa significa
fare l’insegnante… Non scholae sed vitae discimus.

“Ritirati in te stesso per quanto puoi; frequenta le persone che possono renderti migliore e accogli quelli che puoi rendere migliori. Il vantaggio è reciproco perché mentre s’insegna si impara.”

Lucio Anneo Seneca


Scrivo storie da un’immaginaria high school americana. Una storia ogni domenica sera, come un diario a episodi che rivela pagina dopo pagina, l’America nascosta: Se ti va, iscriviti alla mailing list…

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

One thought on “Il vantaggio reciproco

  1. Carissimo Michele, non potevo non rispondere a quest’ultimo ex cathedra, che è un realissimo mixage di gioie, di ‘glorie’ e di velate tristezze, soprattutto in relazione all’opinione dominante, in Italia come negli USA, sull’essere docente.

    Ho vissuto certamente scoramenti e delusioni in oltre 40 anni di docenza, ma è sempre prevalsa la sensazione di felicità e di bellezza di una professione che mi ha permesso di affermare, a dispetto di molti ingegneri, medici, etc, che ho sempre lavorato con piacere senza alcun rimpianto. Chissà quanti errori didattici avrò commesso, ma con il fine di migliorare sempre me stesso e tutti i miei alunni; la scuola è la mia seconda famiglia con tutto il carico di gioie e di difficili incombenze; ho amato le lettere, il latino, l’italiano, il greco, ma ho soprattutto amato le persone che incontravo, da cui ho ricevuto grandi lezioni di vita; ti ricordo (ma lo insegni tu a me) che docere in latino è fondamentalmente transitivo sulla persona (la cosa può essere banalmente un de + ablativo di argomento o un accusativo di relazione, non un oggetto diretto).

    Grande Michele! Un abbraccio

    Adriano (ex docente o docente per sempre?)

    P.S Sia Luisella che io abbiamo superato una leggera forma di Covid, da cui siamo usciti indenni e abbiamo già ripreso il ‘mestiere’ di nonni

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