Degni di essere felici

L’occhio della telecamera posizionata in cima alla lavagna restituisce un’immagine traballante ai ragazzi che seguono la lezione da casa; quindici studenti, mascherine colorate che si muovono al ritmo dei respiri, una pioggerellina primaverile che batte sulle finestre, sei piedi di distanza da un banco all’altro, prove di scuola ibrida, sofisticata come macchine di ultima generazione, come mostri della letteratura classica.

Io, una mascherina nera che mi appanna gli occhiali, earbuds wireless nelle orecchie ovattate, continuo a tradurre a memoria alcuni versi del libro secondo dell’Eneide, quello in cui Ettore appare in sogno ad Enea, l’ennesima storia di ingiustizie e tradimenti derubricate a goliardiche schermaglie tra le parti.

La mia voce ovattata rimbomba negli auricolari simili a tappi per le orecchie, il mio respiro affannato aumenta mentre mi sembra di muovermi in una piscina senz’acqua; fatico a tenere il passo, mi muovo a tentoni tra i versi di Virgilio, cercando di ricordarne le parole più che leggerle, perché con gli occhiali appannati mettere a fuoco le righe è quasi impossibile.

Intanto fuori la pioggia continua a bagnare White Oak tamburellando senza fretta, inzuppando la terra scura e la collina al di là della baia. L’America corre la sua gara contro il tempo: da una parte ‘Rona che uno starnuto alla volta continua a serpeggiare e contagiare, dall’altra l’ufficio igiene, Pfizer, i supermercati, Moderna, gli ospedali, Johnson & Johnson, le farmacie a inoculare centinaia di migliaia di contribuenti per restituirgli il libero arbitrio di scegliere come essere felici.

…davanti ai miei occhi Ettore tristissimo che versava molte lacrime, simile al giorno in cui veniva trascinato dalla biga ed era scuro di polvere insanguinata con i piedi trafitti dal cuoio.

Vrigilio, Eneide

Serpeggio tra i banchi leggendo le parole proiettate sulla lavagna elettronica, gli studenti in classe prendono appunti piegati sui banchi, coprendo sbuffi e smorfie e apparecchi metallici dietro alle mascherine; quelli a casa ascoltano la mia voce stando a gambe incrociate su letti disfatti, pigiami stropicciati, sbadigli distratti e capelli arruffati.

«Ragazzi» dico, «la vedete la forza poetica, quasi cinematografica di questa apparizione?»

Nessuno risponde…

«Ettore appare a Enea come lo ha visto l’ultima volta, trascinato nella polvere dal carro di Achille… in tutta la sua vulnerabilità, umiliato, sporco, trafitto….»

«Mr D » mi interrompe Soraya, una mascherina bianca a coprirle la bocca, due occhi scuri che mi fissano senza entusiasmo «nella frase latina traiectus vuol dire trascinato? »

Faccio un cenno con la testa, come a dire sì, forse un po’ deluso dalla sua osservazione di così poco conto nell’insieme delle cose.

«Allora non capisco… il complemento di causa efficiente è in accusativo, non dovrebbe essere in ablativo?»

«Sì Soraya… hai ragione.» Sbuffo…

Soraya fa un cenno con la testa, come a dire: mi pareva che avessi ragione.

«Ragazzi…» aggiungo fissando per un attimo la pioggia che batte sui vetri, «Ieri ho letto un articolo, diceva che il QI medio della popolazione mondiale che dal dopoguerra alla fine degli anni ’90 è sempre aumentato, nell’ultimo ventennio è invece in diminuzione… »

La classe mi ascolta senza dire nulla…

«Pare che sia colpa della semplificazione… insomma a furia di affidarci a internet per tutto abbiamo smesso di pensare… quando non capiamo qualcosa guardiamo un tutorial, cerchiamo su Google, insomma… abbiamo semplificato talmente tanto che ci siamo annacquati. Senza parole per costruire un ragionamento, il pensiero complesso è reso impossibile. Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare. Perché non c’è libertà senza necessità… non c’è bellezza senza pensiero della bellezza.»

I ragazzi a casa e a scuola mi ascoltano senza parlare, mortificati dalle mie parole, poi Eunice Bateman alza la mano…

«DimmiEunice…»

«Mr. D, noi non vogliamo essere più intelligenti di voi, vorremmo essere solo più felici. »

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il suicidio è stata la seconda causa di morte negli USA tra le persone di età compresa tra i 10 e 34 anni. Negli Stati Uniti i suicidi (48.344) hanno superato di due volte e mezzo gli omicidi (18.830).

Gli insegnanti americani all’inizio di ogni anno scolastico devono completare un corso di aggiornamento sulla prevenzione dei suicidi tra gli adolescenti.

Scrivo storie da un’immaginaria high school americana. Una storia ogni domenica sera, come un diario a episodi che rivela pagina dopo pagina, l’America nascosta: Se ti va, iscriviti alla mailing list…

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

2 thoughts on “Degni di essere felici

  1. “Senza parole per costruire un ragionamento, il pensiero complesso è reso impossibile. Più povero è il linguaggio, più il pensiero scompare. Perché non c’è libertà senza necessità… non c’è bellezza senza pensiero della bellezza.»

    Mr D: facciamo un tema su questo argomento.

    Michele questa settimana rifletterò su questo.

    Mi sei mancato tanto.

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  2. Mia figlia sta seguendo il suo (prestigioso) MBA molto lontano dall’Italia, ma non oso pensare cosa potrebbe rispondermi se le chiedessi cosa è un “complemento di causa efficiente”. Ammiro la Persia, sorella, in positivo e in negativo, da duemilacinquecento anni dell’Occidente; anzi, essa stessa tutto sommato una variante della creatività dell’Occidente. Io parlo con molti ragazzi e ragazze, giovani medici o quantomeno laureati, talora anche già con il dottorato, e quello che mi sorprende è l’evidente diaclasi tra una competenza specialistica nel loro seminato spesso impressionante e la frequente incapacità, o quantomeno debolezza, di quanto descritto dal neologismo “pensiero laterale”; che poi è semplicemente saper pensare ad ampio spettro, “delirare” (nel senso etimologico del termine). Forse se avessero costretto quei brillanti giovani medici e biologi a rompersi di più la testa sul “complemento di causa efficiente” nella loro adolescenza…

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