Cristalli fragili

Imbecilli…

Negli ultimi undici mesi Mrs. Connors ha insegnato trigonometria facendo la spola tra il portatile e le gemelline che demolivano il soggiorno un pezzo alla volta.

Imbecilli…

Michael ha smesso di nuotare lasciando che i suoi sogni olimpici affondassero sul fondo di una piscina cobalto.

Imbecilli…

Emily ha seguito le lezioni di latino autori con Suellen in braccio perché la seconda ora coincideva con quella della poppata della sorellina e la madre aveva il turno al supermercato.

Imbecilli…

«Mamma, esci?»

«Sì… sono in ritardo. Devo andare a prendere Erin a Penn Station…»

«Mamma… »

«Sì?»

«Tua sorella è morta.»

«Ah davvero? E quando?»

«Nel Novantasette.»

«Ah scusa…. me n’ero dimenticata…»

Imbecilli…

Mr. Green ha spiegato letteratura inglese curando la madre anziana che inseguiva ricordi annacquati e lisi dal tempo.


La classe, videocamere spente, traduce passivamente il sesto libro del De bello Gallico lasciandosi guidare da Cesare che spiega il potere sociale dei druidi; io aspetto sorseggiando caffè, guardando di tanto in tanto la finestra che restituisce spezzoni di vite sfocate, pagine di notizie lontane…

Vuoi continuare a leggere? Questa storia Farà parte del mio nuovo libro in uscita a fine maggio inizio giugno…

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

One thought on “Cristalli fragili

  1. Intellettualmente sofisticato ed elegante… Ricordo che avevo letto dell’etimologia di imbecille molti anni fa, ma, leggendo, il mio telencefalo è rimasto lontano anni luce dal ricordarselo: probabilmente un liceale dell’epoca dei miei genitori forse avrebbe saputo fare il collegamento e l’insulto sarebbe parso meno insultante.
    Mi è capitato, negli anni scorsi, di dire di qualche collega “Ma è proprio un Calpurnio”: anche associati universitari sotto i 45-50 anni non capivano cosa volessi dire e mi guardavano educatamente perplessi; solo i vecchi tromboni sessantenni e settantenni, o se preferite i vecchi baroni, ricordavano Gian Burrasca, la “Società segreta” del collegio Pierpaoli e il suo direttore prof. Stanislao. Mia figlia è ora lontanissima, ma certamente le chiederei con molti patemi se il nome Giugurta le dice qualcosa.

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