Cristalli fragili

Imbecilli…

Negli ultimi undici mesi Mrs. Connors ha insegnato trigonometria facendo la spola tra il portatile e le gemelline che demolivano il soggiorno un pezzo alla volta.

Imbecilli…

Michael ha smesso di nuotare lasciando che i suoi sogni olimpici affondassero sul fondo di una piscina cobalto.

Imbecilli…

Emily ha seguito le lezioni di latino autori con Suellen in braccio perché la seconda ora coincideva con quella della poppata della sorellina e la madre aveva il turno al supermercato.

Imbecilli…

«Mamma, esci?»

«Sì… sono in ritardo. Devo andare a prendere Erin a Penn Station…»

«Mamma… »

«Sì?»

«Tua sorella è morta.»

«Ah davvero? E quando?»

«Nel Novantasette.»

«Ah scusa…. me n’ero dimenticata…»

Imbecilli…

Mr. Green ha spiegato letteratura inglese curando la madre anziana che inseguiva ricordi annacquati e lisi dal tempo.


La classe, videocamere spente, traduce passivamente il sesto libro del De bello Gallico lasciandosi guidare da Cesare che spiega il potere sociale dei druidi; io aspetto sorseggiando caffè, guardando di tanto in tanto la finestra che restituisce spezzoni di vite sfocate, pagine di notizie lontane…

Dopo due giorni di neve e pioggia gelida, le strade del Maryland assomigliano a una distesa luccicante di lastre glassate da ghiaccio finissimo e vivace; non che la cosa faccia una qualche differenza visto che la maggior parte di noi è rimasta con le caviglie incastrate nelle sabbie mobili di smartworking che da provvisori sono diventati permanenti. Siamo entrati nel lavoro da casa con la curiosità e la trepidazione di chi voleva rompere il filo con la quotidianità; a distanza di un anno abbiamo scoperto che la routine è quel metronomo che ci fa dimenticare che la vita è anche noia.

Chi aveva detto che un arcobaleno che dura un quarto d’ora non lo si guarda più?

I vicini più volenterosi si ostinano a spalare neve ghiacciata fracassando pale di plastica contro blocchi di ghiaccio; il resto di noi si affida più pragmaticamente a mother nature che, calendario alla mano, dovrebbe essere dietro l’angolo.

Seduto davanti al monitor continuo a sorseggiare caffè ascoltando i soffi del vento, il ticchettare della pioggia gelata, il rumore di qualche macchina sull’asfalto, il respiro della casa che un giorno alla volta ha preso il ritmo dei miei respiri, fino a soffocarli discretamente.

Tra due settimane riapriranno le scuole, così ha deciso il governatore del Maryland così noi ci prepariamo rattoppando le nostre fragilità.

Fragile deriva dal verbo frangere, cioè che si può rompere come un cristallo.

Torniamo in presenza dopo aver subito undici mesi di videocamere accese sulle nostre intimità, senza filtri e senza protezioni, con tempi dettati da orari mai flessibili che spesso si scontravano con le esigenze di mariti affamati, di mogli nevrotiche, di figli impazienti, di fratelli irrequieti, sopportandoci a vicenda, odiandoci con amorevole fratellanza.

Imbecilli…

«Hey Mr. D, ha per caso detto imbecilli? » mi domanda Eunice accendendo la videocamera con fare divertito…

«È una parola latina, letteralmente vuol dire senza baculum» Ripeto con gli occhi sgranati.

«Baculum… il bastone da passeggio!»Mi fa eco Soraya.

«Esattamente Soraya… Imbecille vuol dire proprio senza- bastone»

Arranchiamo malfermi, senza appoggio pur avendone bisogno…fragili come cristalli, imbecilli come fiori sbocciati tra i colpi di coda di un inverno travestito da primavera.

Nessuno deve nulla a voi o alle vostre famiglie; né è responsabilità dei governi locali sostenervi durante periodi difficili come questo! Affondate o nuotate, è una vostra scelta! La città e la contea, insieme ai fornitori di energia o qualsiasi altro servizio, non vi devono NIENTE! Sono stufo e stanco di persone che cercano una dannata mano! Se non avete l’elettricità, fate un passo avanti e inventatevi qualcosa per mantenere le vostre famiglie al caldo e al sicuro.

Mr. Tim Boyd, sindaco di Colorado City, Texas, Martedì 16 febbraio ai cittadini rimasti senza luce e senza acqua dopo che una micidiale tempesta artica ha interrotto la corrente in tutto lo stato lasciandoli senza riscaldamento o elettricità a temperature sotto lo zero.

Scrivo storie da un’immaginaria high school americana. Una storia ogni domenica sera, come un diario a episodi che rivela pagina dopo pagina, l’America nascosta: Se ti va, iscriviti alla mailing list…

Hey, sembra l’America è disponibile in tutte le librerie italiane e sui pricipali siti di ecommerce

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Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

One thought on “Cristalli fragili

  1. Intellettualmente sofisticato ed elegante… Ricordo che avevo letto dell’etimologia di imbecille molti anni fa, ma, leggendo, il mio telencefalo è rimasto lontano anni luce dal ricordarselo: probabilmente un liceale dell’epoca dei miei genitori forse avrebbe saputo fare il collegamento e l’insulto sarebbe parso meno insultante.
    Mi è capitato, negli anni scorsi, di dire di qualche collega “Ma è proprio un Calpurnio”: anche associati universitari sotto i 45-50 anni non capivano cosa volessi dire e mi guardavano educatamente perplessi; solo i vecchi tromboni sessantenni e settantenni, o se preferite i vecchi baroni, ricordavano Gian Burrasca, la “Società segreta” del collegio Pierpaoli e il suo direttore prof. Stanislao. Mia figlia è ora lontanissima, ma certamente le chiederei con molti patemi se il nome Giugurta le dice qualcosa.

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