La fortuna acceca

Sorseggio un caffè bollente assaporando il silenzio di un mattino freddo di fine gennaio, fuori dalla finestra è ancora buio, alla radio uno speaker carico di ottimismo ci ricorda che oggi nevicherà.

Accendo il computer e segno con cura maniacale un paio di numeri di telefono su un pezzo di carta, poi mi connetto al sito del dipartimento di salute pubblica della contea, alla fine controllo i post dei colleghi su Facebook e mi imbatto in quello di Mr.Cummings.

Il post mostra una foto che lo ritrae sorridente, anzi… sghignazzante, nell’abitacolo della macchina mentre mostra con orgoglio frammisto a sfacciataggine il tesserino della vaccinazione; la didascalia riporta un messaggio pelosamente modesto:

Mi sento estremamente fortunato e privilegiato (e un po’ in colpa) per aver ottenuto la prima dose di vaccino COVID. Chi l’avrebbe mai detto che questa sarebbe stata la nostra vita 12 mesi fa? Non vedo l’ora di abbracciarvi.

Mr. Cummings

Nella filosofia medievale la Rota Fortunae era un simbolo della natura capricciosa del destino. La ruota apparteneva alla dea Fortuna che la faceva girare a caso, cambiando le posizioni di chi era sulla ruota: alcuni subivano grandi sventure, altri guadagnavano.

Mi alzo dalla sedia e comincio a passeggiare nevroticamente nel soggiorno formando piccoli cerchi concentrici, imponendomi di rammentare con scarsi risultati che Socrate, nella sua lungimirante saggezza, aveva detto che l’invidia è l’ulcera dell’anima.

Ormai è diventata una moda: tutti i colleghi della Silvana High che sono riusciti a vaccinarsi, pochi a dire il vero, postano le loro facce sorridenti sui social media infarcite da messaggi che grondano miele e buonismo. La verità, come sempre, si nasconde tra le pieghe di questa storia. Il vaccino è diventato una necessità dal momento che il governatore ha stabilito che le scuole del Maryland dopo undici mesi e due settimane di chiusura forzata devono tassativamente riaprire entro la fine di febbraio. Così noi, per evitare di prenderci ‘Rona alle Idi di marzo, simili a sorci su una nave che sta affondando corriamo alla ricerca disperata di dosi di Pfizer e Moderna.

In questa guerra tra poveri camminano rasente ai muri, possibilmente evitando di dire chi siamo, perché nella infinita semplicità delle nostre esistenze delicatissime, abbiamo capito abbastanza in fretta che i tempi sono cambiati e che se un anno fa a quest’ora eravamo paragonati a degli eroi, beh, oggi siamo diventati dei codardi.

Most Teachers Worried About Reopening Schools, Coronavirus Poll Finds : NPR


La stessa Fortuna è spesso disegnata più grande delle figure umane, secondo le convenzioni medievali, per sottolineare la sua maggiore importanza. La ruota è spesso assurda nella sua meccanica: Fortuna può spingerla con un grazioso tocco di un raggio o con una manovella dall’aspetto goffo; ogni rivoluzione può essere rapida o richiedere una vita intera.

Mi alzo dalla sedia e guardo fuori dalla finestra. Il cielo è cinereo e vuoto, suoni attutiti rimbalzano nell’aria ovattata, ombre lunghe e irregolari si arrampicano sinistre sui muri a ridosso delle finestre. Prendo il telefono e compongo il numero, la linea è libera, dalla finestra intravedo i primi fiocchi che cominciano a vorticare nell’aria.

«Ospedali riuniti di Baltimora, come posso esserle utile?» Mi domanda una voce nasale, lievemente trafelata, un leggero profumo di varechina frammista a gomma da masticare alla fragola.

«Salve… chiamavo per il vaccino… »

«Ah… capisco… scusi resti in linea…

Mozart riempie il silenzio lasciato dall’infermiera rovesciando nello speaker una versione metallica della sonata N16 per pianoforte, poi la voce nasale ricompare senza preavviso; l’odore di varechina adesso è più lieve, quello della gomma da masticare più intenso, con un retrogusto di lampone.

«Ospedali riuniti di Baltimora?»

«-Sì… Chiamavo per il vaccino… sono un insegnante, entro il primo marzo dovremmo tornare a scuola e visto che siamo nella fase B1 vorrei sapere se avevate un…»

«Mi spiace, ad oggi non abbiamo dosi disponibili, se vuole può registrarsi dal sito della…»

«Già fatto…»

«Allora deve portare pazienza, arrivederci…»

«Sì ma io come faccio ad andare a scuola senza vaccino?»

«Perché secondo lei io come ho fatto a lavorare tutti questi mesi qui in ospedale?»

National View: Why teachers need to get back in the classroom | Duluth News  Tribune

Fiocchi di neve ghiacciata continuano a cadere sulla strada, poche macchine scivolano a fatica sull’asfalto imbiancato, Mr. Hamilton si aggira furtivamente nel backyard con una pala. Nel frattempo Soraya è arrivata all’ultima slide della sua presentazione dal titolo Fortuna Caeca.

«Dipartimento di salute della contea, come posso aiutarla?»

«Sì… sono un insegnante e vorrei prenotare un posto per la vaccinazione…»

«L’anti influenzale? Ho un buco per domani…»

«No… no… quello per ‘Rona… per COVID »

«Ah… allora deve registrarsi dal sito della contea…»

«Sì ma il sito e bloccato …»

«Capisco… mi spiace… deve portare pazienza… insista…»

I suoi vestiti possono essere di colori sgargianti o nettamente divisi in scuri e luminosi o sfarzosi e dimessi. Di tanto in tanto i suoi vestiti vividi e il suo portamento audace suggeriscono l’accostamento con la figura della prostituta.

Soraya ha terminato la presentazione e adesso sta aspettando che finisco di trascrivere il voto sul libretto elettronico.

«Ottimo lavoro» dico sovrappensiero «E sapresti anche dirmi qual era la citazione latina che veniva spesso associata alla ruota?»

«Mr. D, a lei piacciono gli spaghetti?» si intromette Kaylee fissandomi dal suo quadratino di zoom continuando a masticare una gomma rosa che rimbalza tra il metallo dell’apparecchio.

«Ma cosa c’entra?» rispondo guardando la neve frammista a ghiaccio che sbatte contro i vetri.

«Niente… ho fame e mia madre ha preparato… spaghetti Taco… yummy…» poi posta l’immagine nella chat.

Il disgusto prende il sopravvento su tutte le restanti cromature di sentimenti che vanno dalla rabbia allo sbigottimento, dalla confusione al ribrezzo, così mi appello alla saggezza di Dante che al di là della finestra sembra farmi un cenno severo: «Non ragioniam di lei, ma guarda e passa»

Kaylee continua a fissarmi in attesa di una risposta. Dal suo americanissimo punto di vista gli spaghetti taco saranno il punto più alto di questa fredda giornata invernale. In un moto di pietà frammisto a commiserazione dico: «Kaylee… dai che tra un po’ li magerai a scuola…» Lo dico con voce dolce, mi faccio quasi compassione.

«Ma io nel questionario ho scelto di fare didattica a distanza… mia madre ha detto che finché non mi daranno il vaccino non se la sente di mandarmi a scuola… »

La ruota veniva solitamente rappresentata con quattro citazioni latine: regnabo (regnerò), regno (regno) regnavi (ho regnato) e sum sine regno (sono senza regno).

Scrivo storie da un’immaginaria high school americana. Una storia ogni domenica sera, come un diario a episodi che rivela pagina dopo pagina, l’America nascosta: Se ti va, iscriviti alla mailing list…

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Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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