Anche nel dolore v’è un certo decoro

Lo scorso luglio io e mia figlia abbiamo perso la casa.

Un sole abbacinante illumina le vetrate della Silvana High School rovesciando una cascata di luce dorata nell’atrio stracolmo di studenti. È una gelida mattina di inizio dicembre, il vento polare che soffia dalla baia sferza l’aria simile a un cristallo lucidissimo. Gli alunni scendono di corsa dai pullman gialli, saltano sul marciapiede e si affrettano verso l’entrata riparandosi dalle folate, spingono la porta e si precipitano all’interno dell’atrio.

Per ora viviamo temporaneamente a casa di amici, ma dato che si stanno per trasferire, beh… dobbiamo farlo anche noi.

All’interno c’è odore di scuola, di mattina morbida e pastosa come burrocacao. Nell’angolo alla sinistra della segreteria due ragazzi seduti su una panchina si tengono per mano, evitano accuratamente di incontrare gli sguardi, lasciando che siano le mani attorcigliate a vedere e sentire per loro.

Al momento sto risparmiando denaro per trovare un posto dove andare, va da sè che mia figlia non riceverà molto per Natale.

La ragazza è minuta, ha lunghi capelli lisci e scuri, lineamenti del viso aggraziati, occhi stretti e allungati, due fossette ai lati delle guance, la carnagione di un marrone rosato. Lui ha i capelli castano chiaro arruffati, grandi occhi azzurro biglia, la pelle chiarissima e un naso a punta larga. I ragazzi continuano a stringersi le mani, senza parlare, mentre attorno a loro il boato dell’atrio va via via crescendo mentre i pullman della contea continuano a rovesciare sul piazzale decine di ragazzi.

Il ragazzo scioglie delicatamente le mani da quelle di lei evitando con cura di incontrare i suoi occhi, raccoglie il cellulare dalla tasca e digita qualcosa.

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Il ragazzo adesso sorride: «Ti va di provare a parlare?» Domanda impacciato.

La ragazza ricambia il sorriso, poi annuisce senza profferire parola.

«Potremmo magari provare con questa App…» dice lui

«Quale App?» Risponde lei fissando la punta delle scarpe.

«Coversation starter… un’ app che aiuta a iniziare una conversazione…»

«Come vuoi….» Dice lei allungando maldestramente la mano, cercando di aggrapparsi alle dita del ragazzo.

Lui sorride impacciato: «Sì ma se ti do la mano poi… non riesco a leggere le domande…»

Lei sorride, poi guarda di sottecchi l’orologio elettrico sopra la loro testa; tra due minuti dovranno correre in classe, lei da Mr.Cummings, lui da Mr.D…

«Quand’è l’ultima volta che hai lavorato davvero duramente?» Legge il ragazzo dalla app.

La ragazza rimane in silenzio per un po’, come se stesse pensando, poi alza la testa, i loro sguardi si incrociano per poi fuggire nuovamente nel vuoto del corridoio brulicante di studenti «No so… è stato tanto tempo fa… tu?»

«In piscina… per gli allenamenti, forse un giorno sarei andato alle olimpiadi…»

Cosa ti piaceva fare da bambino?

Giochi per la Xbox 360 (i miei meravigliosi amici le regaleranno la loro)

Se potessi avere un animale domestico, quale sceglieresti?

Un Cappotto invernale taglia M

Chi è la persona più importante della tua vita?

scarpe da donna 8 1/2

Se dovessi cominciare un’attività, cosa faresti?

Qualunque cosa di Harry Potter

Sei una persona organizzata?


«He zoned out…» Ride Kaylee dal suo quadratino di zoom.

«He zoned out…» Ripetono gli altri pizzicandomi virtualmente i polpastrelli.

Io scuoto la testa lasciando che brandelli di normalità si stacchino delicatamente dai capelli simili a forfora viscosa, riportandomi poco alla volta alla normalità di una pandemia che ha fatto un sol boccone della scuola, del quartiere, dei ragazzi, del lavoro, dei piccoli dettagli…

he zoned out… si è incantato…

Sì, ma non oggi…

A Washington D.C. si parla di brogli, di Georgia, di numeri, di economia; il presidente eletto si è rotto il piede giocando con il cane, il presidente in carica gioca a golf e non si è rotto il piede. La classe media relegata in quartieri ordinatamente separati a distanze regolari fissa il mondo come da piccoli acquari bombati, dove i suoni della vita arrivano attutiti.

Giro la testa alla mia sinistra e ritrovo il quartiere deserto, poche macchine e poca gente in apnea da marzo ventiventi. Pasqua, Memorial Day, Independence Day, Labor day, Halloween, Thanksgiving e noi sempre uguali e noi sempre a casa… e tra due settimane e mezzo sarà Natale e poi capodanno e poi chissà, di nuovo il tredici marzo, trecentosessantacinque giorni tondi tondi che siamo a casa e venti dollari passando dal VIA.

Michael spegne la telecamera e torna tra le ombre; per carità, non che durante l’interrogazione avesse acquistato spessore… sul tavolo il mio cellulare è ancora aperto su Nextdoor, l’app social che aiuta a comunicare con i vicini. In alternativa alle forme tradizionali di social media, Nextdoor offre un modo discretamente anglosassone per favorire le relazioni con i vicini senza l’imbarazzo di dover bussare alla loro porta con la scusa dello zucchero. Con questa app, si possono avviare discussioni a distanza, chiedere consigli, segnalare problemi e a quanto pare anche fare l’elemosina…

[…]c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo…

A. Manzoni, I promessi sposi, XXXIV

Prendo un post-it dal tavolo, scrivo di fretta: ‘comprare gift card del Giant’ e lo appiccico sulla copertina del compendio del De bello Gallico. È già la terza gift card questo mese e non siamo neppure al dieci…

«Ragazzi, ci vediamo domani…»

INDIFFERENZA:
-ETIMOLOGIA: dal latino indifferentia, derivato di indiffĕrens «indifferente» .
-DEFINIZIONE: 1) Condizione e comportamento di chi, in determinata circostanza o per abitudine, non mostra interessamento o partecipazione affettiva;

Scrivo storie da un’immaginaria high school americana. Una storia ogni domenica sera, come un diario a episodi che rivela pagina dopo pagina, l’America nascosta: Se ti va, iscriviti alla mailing list…

Il libro HEY SEMBRA L’AMERICA è ora disponibile in tutte le librerie e principali online stores, da oggi anche su KOBO e KINDLE nella versione ebook.

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Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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