Il tempo resta, siamo noi che passiamo

Papà mi abbraccia nel lettone, la barba ispida mi gratta le guance di bambino. Al di là della porta, giù dalle scale un mondo lontano; qualcuno che si muove in cucina, l’aroma del caffè che brontola nella macchinetta, rumori di passi che si affrettano oltre la finestra che dà sul viale .

Papà non ha fretta. Festina lente, e fa finta di dormire, di russare. Con gli occhi chiusi passo le mani sul suo viso, accarezzo le orecchie e gli occhi, il viso affilato e il suo profumo di acqua di colonia mentre mi bisbiglia una storia, un sogno magico, come li chiama lui.

Nel suo sogno sono un professore. Vivo in un mondo lontano, in un altro continente. Un virus misterioso che è passato dai pipistrelli agli uomini ha costretto l’umanità a stare rintanata in casa. Le persone possono solo uscire per fare la spesa e parlano attraverso i monitor. Sorrido sereno godendomi le carezze e il caldo tipido delle coperte.

Il sogno magico non è dei più originali.

Mi sveglio un minuto prima della sveglia, come spesso mi accade.

Sono in Maryland, a casa mia. L’odore di acqua di colonia ancora nelle narici.

La finestra alle mie spalle è inondata dalla luce del un nuovo giorno, un sole tiepido di inzio primavera. Il camion della spazzatura accosta nel controviale con uno sbuffare di cingoli e pistoni, Qualcuno salta dal cassone a raccogliere feticci di vita da reclusi del vicinato: cartoni di pizze, bottiglie di vino e Bourbon.

È lunedì sedici marzo e per la prima volta da settembre sono a casa in un giorno di scuola. Mi aggiro sperduto tra le mura di casa illuminate da un sole che non riconosco. Indugio in soggiorno con un pigiama stropicciato. Bevo un caffè, accendo il computer e sfoglio virtualmente qualche giornale; alle otto e trenta mi connetto.

A quest’ora, e sic stantibus rebus, beh… saranno tutti assenti, penso tra me e me. Quando la pagina si carica mi accorgo che sono tutti già connessi e pronti per la lezione; tutti, tranne Alex.

La mamma di Alex mi ha mandato una mail durante il weekend: Gentile Mr. D, volevo comunicarle per tempo che Alex non sarà in grado di partecipare alla lezione virtuale di lunedì mattina. Mio figlio è malato da venerdì (come lo sono anch’io). Sfortunatamente, la sua influenza è peggio della mia perché ha la febbre più alta e ha la complicazione dell’asma. Per favore mi faccia sapere se c’è qualcosa che posso fare bla bla bla…

I miei studenti mi fissano ordinatamente silenziosi, fiutando l’aria, come se ci fosse qualcosa da capire. Priscilla sorseggia un bibitone di Dunkin donuts, alle sue spalle un poster di New York by night, Uriah ha una tazza bianca di Ikea, Seth indossa un pigiama di flanella, Laiba un hijab cremisi. A parte Sam ci sono tutti, anche Kenzie e Destiny con gli occhi gonfi e un impercettibile profumo di salsedine della Florida.

Fisso il monitor cercando di concentrarmi; i miei studenti sono a loro agio, per loro seguirmi online o di persona fa poca differenza; sono così abituati a vedere la vita filtrata da uno schermo che per loro questa lezione virtuale è più reale della realtà.

Metto a fuoco i quadratini con le loro faccette, così simili a tanti tasselli di indovina Chi e di colpo sono nuovamente imprigionato nel sogno della mia infanzia. Più cerco di essere professionalmente presente, più mi perdo a fissare i quadratini che inscrivono le loro facce.

…Un virus misterioso ha costretto gli uomini a stare rintanati in casa…   

«Hey Mr.D, facciamo una session di Renegade dance?» Dice Kenzie sarcastica, alle sue spalle una spiaggia deserta con una fila di ombrelloni disposti in modo regolare

«No, traduciamo Cicerone»

Ora i ragazzi sono delusi, solo adesso capisco che la maggior parte di loro si è connessa sperando di sentire da me qualcosa di nuovo su questa situazione fantascientifica.

«Ma allora se era solo per farci tradurre, non avrebbe potuto mandarci i compiti via email come hanno fatto gli altri?» Mi rimprovera Uriah.

«Io non voglio vedere dove, ma come arrivate a Cicerone.» dico ,e quasi immediatamente condivido lo schermo del mio computer con i miei studenti.

Una frase alla volta cominciamo a smontare Cicerone . La cucina scompare e così i muri; il tempo adesso non esiste più, e l’aria si riempie dell’odore acre del bianchetto e del gesso.

Priscilla?

Rimane solo quello che hai conseguito con la virtù e le azioni meritevoli,

Uriah?

si dissolvono le ore, i giorni, i mesi e gli anni, e non torna più il tempo passato

Laiba?

né è possibile conoscere ciò che verrà.

Precious?

Ognuno deve essere contento del tempo che gli è concesso di vivere…

Fuori dalla finestra, i fiori bianchi dell’American dogwood del giardino di Mr. Hamilton si protendono verso il cielo azzurro sgombro di nuvole; uno alla volta i quadratini con le facce dei miei studenti si dissolvono inghiottiti dal nero del monitor.

Rimango seduto ancora qualche minuto a fissare lo schermo vuoto, poi mi alzo senza fretta.

Still have plenty of time to kill.

Fuori dalla finestra, i fiori bianchi dell’American dogwood del giardino di Mr. Hamilton si protendono verso il cielo azzurro sgombro di nuvole

***

La foto di questa settimana, è quella che vedono gli studenti di Mrs. B nella loro classe dall’altra parte dell’oceano. So che alcuni di loro mi leggono, di questo li ringrazio e da qui, virtualmente li saluto.

EX CATHEDRA 2.0 Una storia alla settimana o giù di lì. Iscriviti alla mailing list, o passa ancora a trovarci.

Pubblicato da excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: