Il tuo diritto ad alzare il pugno finisce là dove inizia il mio naso

A me fascio? Io fascio? A zoccolè, io non so’ comunista così… so’ comunista così”

Mario Brega, ‘Un sacco bello’

La classe traduce le frasi di ripasso in power saving mode alzando di tanto in tanto gli occhi verso la finestrella che dà su White Oak. Anche se siamo in pieno inverno, fuori ci sono quasi dodici gradi che lasciano intravedere scampoli di primavera.

Colpa del Global Warming, dicono i colleghi politicamente schierati.

Merito del niño che mitiga il clima, gli fanno eco i colleghi politicamente schierati dall’altra parte.

Gli alunni si limitano a indossare magliette a maniche corte e pantaloncini perché si sa, carpe diem, memento mori che nel doman non v’è certezza.

Scrivo alla lavagna l’ultima frase della giornata: Dominus servum qui in campo laborat laudat – Il padrone loda lo schiavo che lavora nel campo.

Una frasetta banale per assicurarmi che la classe abbia assorbito correttamente i pronomi relativi. Di certo il modo migliore per portare a termine un’innocua lezione di ripasso.

‘Chi vuole tradurre?’ domando distrattamente.

Kenzie gratta lo smalto dalle unghie, Priscilla fissa il vuoto, Sam appoggia la testa sul banco, Uriah fa una smorfia come a dire che la frase è troppo semplice; opto per Precious, che seduta all’ultimo banco dell’ultima fila mi fissa intensamente.

‘Precious, ti va di aiutarmi?’Domando retoricamente.

‘No’ Risponde lei perentoriamente.

La classe fiuta aria di battaglia ed entra in modalità social.

‘E perché mai?’ Domando a metà tra il sarcastico e l’annoiato.

‘Perché è una frase razzista’ mi apostrofa lei.

‘Razzista? E perché mai?’

Priscilla scuote la testa e alza platealmente le braccia in aria come a dire: ma cosa te lo spiego a fare?

Il monòtono beep monotòno taglia in due la contesa.

Nessuno ha intenzione di alzarsi.

‘Ragazzi, andate in mensa’ Sbotto.

Nulla…

‘Subito!’ Rincaro.

Tutti si alzano controvoglia e si dirigono a passi spediti verso la porta, anche Precious.

‘Precious’ la richiamo, lei si gira con fare a metà tra l’offeso e il disgustato, ‘Eh no che tu rimani qui… lunch detention’.

Precious accusa il colpo, si gira verso di me piantandomi due occhi di brace in faccia e torna a sedersi. Io le sorrido e faccio per dirigermi verso di lei.

‘Non ho voglia di parlare’ Mi avvisa quando sono a metà strada tra lei e la cattedra.

‘Precious, io non voglio parlare… voglio solo tradurre’ Rispondo in modo conciliante.

Precious rotea impercettibilmente gli occhi verso l’alto poi torna a fissarmi. Ora che gli altri ragazzi sono usciti dall’aula ha abbandonato il suo ruolo istituzionale di presidentessa dell’African American association e ha uno sguardo più dimesso:  ‘Vede Mr.D, il problema è proprio questo, Lei vuole tradurre senza capire’

‘Guarda che anche se sei la presidentessa degli studenti afroamericani della scuola, saprai distinguere e contestualizzare e avrai capito da sola che la schiavitù dei Romani non ha niente a che fare con..’

Precious si alza in piedi: ‘con… la schiavitù dei neri d’America?’ conclude sprezzante.

‘Esatto…’ Rispondo.

‘Mr.D. quanti insegnati di Latino conosce nella nostra contea?’

‘Tutti’ Mi vanto io. ‘E nessuno è razzista. Chi respira i classici non può essere razzista’

‘E negli Stati Uniti? Quanti ne conosce?’ Insiste Precious senza farsi distrarre dai miei commenti.

‘Non saprei… sono stato a una convention in West Virginia l’anno scorso… e ce ne saranno stati un centinaio’  Rispondo. ‘Ma perché?’ aggiungo.  

‘Quanti professori di Latino afroamericani conosce?’

Chiudo gli occhi scandagliando le immagini nella memoria come un antivirus che controlla i files infetti nell’hard disk. ‘Nessuno’ Dico alla fine.

 ‘Mr D., di che colore sono le persone delle illustrazioni nel libro?’ Mi domanda con aria di sfida.

Prendo il libro di latino e lo sfoglio distrattamente: tutti i personaggi maschi e femmine sono biondi con gli occhi azzurri.

Precious sorride amara, non sembra felice di aver dimostrato di aver ragione, sembra più disgustata di aver capito che io fino ad oggi non me n’ero accorto.

‘E chi è un venalicius?’ Mi domanda in quello che sembra a tutti gli effetti un assedio ideologico.

Si vis pacem…

‘Un mercante di schiavi…’ Rispondo preparandomi al peggio.

Precious mi sbatte davanti una pagina che mostra il disegno di un uomo che si sfrega le mani, alle sue spalle una serie di individui in catene. L’uomo ha tratti nordafricani, di sicuro è tutto fuorché biondo.

‘Vede Mr.D’ Conclude Precious mentre tengo gli occhi bassi sulla pagina incapace di reggere il suo sguardo: ‘Febbraio è il black history month e io, per quest’anno ho deciso di non far finta che vada tutto bene. La lingua Latina negli Stati Uniti è roba per ricchi… bianchi…’

Para bellum.

Cerco di riordinare le idee, ma da dove cominciare? Potrei dirle che l’Italia era la culla del Mediteraneo e che Annibale era nord africano tant’è vero che aveva invaso l’Italia con gli elefanti, mica con gli Husky, ma sono svuotato così mi limito a sospirare.

‘Mr.D se vuole capirne di più, venga alla nostra riunione, Ci troviamo venerdì pomeriggio dopo la scuola in biblioteca…’

La biblioteca è illuminata da una flebile luce, fuori soffia un vento gelido che fa ondeggiare le piante che delimitano il parco sul lato est della scuola. Piove da stamattina, una pioggia ghiacciata che si è appiccicata al terreno rendendolo scivoloso come una pista di pattinaggio. I pantaloncini sono scomparsi adesso, e anche le maniche corte. Gli alunni rimpiangono il global warming tra un colpo di tosse e uno starnuto.

Una ragazza con un hijab cremisi alza la mano e prende la parola, la sua voce è così carica di risentimento che trema impercettibilmente: ‘ Quello che mi fa più arrabbiare è che tante, troppe persone si limitano ad accostare il razzismo all’ignoranza; come a dire che solo le persone ignoranti sono razziste, il che derubrica il problema. Il razzismo non ha niente a che fare con l’ignoranza; è un’ideologia trasmessa fin da piccoli, come un’ideologia o una religione. Che poi gli ignoranti vadano a gonfiare il numero dei razzisti dell’ultim’ ora perché spaventati o peggio ancora aizzati da una società ipocrita ed egoista è solo una diminutio di un problema ben più radicato.’

Tutti tacciono per qualche secondo, come se stessero digerendo le parole, poi Precious rompe l’incantesimo: ‘Un paio di ragazzi bianchi ha chiesto di unirsi al nostro gruppo, dicono che vogliono capire…’

‘Ecco…’ la interrompe un ragazzo con i capelli cortissimi e la maglietta dell’African American Society che recita –Maybe he’s born with it. Maybe it’s melanin– ‘questi bianchi non vogliono proprio saperne di stare fuori da qualcosa, sanno che ci riuniamo e pensano che gli spetti, perché sono abituati ad ottenere tutto quello che vogliono’

I discorsi si susseguono stancamente come mattoncini che si posano uno sopra l’altro a creare un muro spesso e circolare che non costruisce e non divide. Fuori il cielo scuro non fa filtrare neppure un raggio di sole; la pioggia e il vento battono con insistenza sul vetro della finestra; al di là della palude la baia è deserta, uccelli bianchi e neri planano controvento sfidando le folate gelide che soffiano da nord; in lontananza sopraggiunge attutito il rumore degli aerei che rullano sulla pista dell’aeroporto BWI.


Nel mese di gennaio del 2019 il dottor Dan- El Padilla Peralta, professore aggiunto alla Princeton University, durante l’annuale conferenza della Society for Classic Studies di San Diego, è stato apertamente attaccato dalla Signora Mary Francis Williams la quale, dopo aver affermato che vi è una necessità di proteggere l’idea della civiltà occidentale, si è voltata verso il Dr. Peralta dichiarando che aveva ottenuto il suo lavoro solo perché “nero”.

Il mese della storia dei neri (black history month, o afro-american history month) è una ricorrenza osservata negli Stati Uniti d’America per celebrare l’importanza delle persone e degli eventi nella storia della diaspora africana. È celebrato annualmente nel  mese di febbraio.

BIBLIOGRAFIA

https://www.insidehighered.com/news/2019/01/07/racist-comments-directed-classics-scholar-disciplinary-meeting-floor-classicists

https://www.dailyprincetonian.com/article/2019/01/racist-comments-at-classics-prof

https://eidolon.pub/why-students-of-color-dont-take-latin-4ddee3144934

Pubblicato da excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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