Yummy :) Felicità a tranci.

Happy new year!

Con l’inizio del nuovo anno, molti di noi hanno seriamente deciso di perdere quei chili di troppo. A scopo motivazionale, la Silvana High parteciperà al concorso -il perdente più sano- Se siete interessati a partecipare, ecco le regole:

La chiave non vuole saperne di girare nella serratura. Alle mie spalle Laiba sfoglia un libro di chimica sbocconcellando distrattamente quadratini di baklava, un dolce appiccicoso a base di miele e frutta secca. Alla destra di Laiba, ma un po’ defilata, c’è Sarah: occhi gonfi di sonno, faccia imbronciata, sorseggia un peppermint mocha deluxe mentre ascolta Lana Del Rey che canta l’ennesima cover di Doin’ time dei Sublime. Io, caffè nero ormai tiepido nella mano sinistra, la borsa tracolla stracolma di compiti in classe che avrei dovuto correggere durante le vacanze, continuo a fare a pugni con la serratura. Le ragazze adesso mi guardano con sufficienza, mentre cerco di girare la chiave senza fortuna.

Oggi pomeriggio Ms.Finningan, l’infermiera peserà tutti gli insegnanti che parteciperanno al concorso. Tutti i pesi verranno supervisionati e documentati in modo confidenziale. La quota di iscrizione è di venti dollari, da pagarsi alla pesata iniziale. Per completare la registrazione basta recarsi presso l’infermeria. La pesata finale avverrà durante la settimana dall’ 11 al 15 maggio.

 Arriva Uriah, una busta di Dunkin donuts con due Boston Cream che poi al di là del nome esotico sarebbero semplici bomboloni fritti ripieni di crema. Scambia un’occhiata di dissenso concordato con Sarah, fa un cenno a Laiba come a dire ‘ma che sta succedendo?’ Poi i tre imbastiscono una conversazione tipo film muto anni venti, fatta di sguardi e alzate di sopracciglia.

Uriah, fissa me, poi si gira verso Laiba e inarca il sopracciglio destro.

-Ma che sta a fare?-

Laiba infila in bocca un altro quadratino di baklava e fa una smorfia.

-Boh, gira ste chiavi da cinque minuti –

Uriah pulisce un rivolo di crema dall’angolo della bocca con la lingua e abbozza un sorriso condiscendente.

-Ma perché?-

Sarah fa roteare gli occhi.

-Cosa credi? non riesce ad aprire la porta, no? –

Laiba scuote la testa impercettibilmente.

-Ma sul serio? –

Sarah piega gli angoli della bocca, poi beve un sorso generoso di peppermint.

-Altro che spiegare Virgilio e Seneca…-

Comincio a innervosirmi. Fossi stato solo, avrei già preso a calci la porta con mediterranea fierezza, invece mantengo un contegno anglosassone e insisto nel tentativo di far girare la chiave altre due, tre volte.

Tre premi in denaro saranno assegnati alla conclusione del peso finale in base alla percentuale di peso perso dal partecipante. Alla persona che perde la percentuale più alta verrà assegnato il 50% del denaro raccolto, il secondo posto riceverà il 30% e il terzo posto riceverà il 20%.

Uriah tossisce condiscendente, poi sorride con tono paternalistico alla fine dice: ‘Mr D. permette…?’ E fa per avvicinarsi alla porta.

Giro la testa in slow motion e gli pianto due occhi di brace in faccia. Sembro Laocoonte che scendendo dalla rocca di Troia strilla furioso: ‘o miseri, quae tanta insania, cives?’

Uriah arretra intimorito mentre io, stringendo saldamente le chiavi con entrambe le mani dico con voce insolitamente calma: ‘Le chiavi non funzionano. Più. Vado a riferire in segreteria’ poi mi giro e punto dritto verso l’atrio.

La segreteria è più affollata di Macy’s durante il Black Friday. Una mamma sovrappeso racconta con falsa modestia a tre mamme altrettanto sovrappeso delle vacanze natalizie in Florida, tre studenti instampellati aspettano pazientemente di consegnare il permesso di uscita anticipata, il vicepreside firma autografi con nonchalance Hollywoodiana.

I partecipanti riceveranno un elenco di nomi degli altri partecipanti in modo da motivarsi a vicenda. Se non desiderate che il vostro nome venga reso pubblico , avvisate Ms.Finningan al momento della registrazione. (I dati sul peso NON saranno condivisi!)

 Mi faccio strada passando a fatica tra brandelli di carni di mamme spingendo delicatamente un paio di natiche più in là, un braccio adiposo più in qua e un lipide alla volta raggiungo il bancone. Ms.Harget, la segretaria, ascolta i miei problemi tra una poppata di mochaccino caramel doppio strato deluxe e un boccone di bagel extra bacon, creamy cheese and eggs. Quando finisco di parlare si scusa e mi informa che durante le vacanze di Natale hanno sostituito la serratura. Poi, dopo altre due poppate, comincia a frugare in cerca delle chiavi. Rovista nei cassetti, si alza a fatica dalla sedia, dà un altro morso al bagel e comincia a rovistare nell’armadio, torna nuovamente alla scrivania, dà un’altra poppata al mocacchino poi mi dice desolata che le chiavi non ci sono; manderanno George il bidello ad aprire la porta.

Non ci sono costi settimanali aggiuntivi o concorsi come negli anni passati. Vi invitiamo a fermarvi in infermeria per pesarvi in qualsiasi momento tra il peso iniziale e quello finale, ma non è necessario.

Esco dalla segreteria, attraverso a fatica l’atrio stipato di studenti e torno davanti alla porta della mia aula. Chiusa. Adesso si è radunata una piccola combriccola di studenti. Priscilla, peppermint mocha e donut alla fragola, Alex, con una busta oleosa di Burger king in mano e una bottiglietta di Coca Cola.

‘Ragazzi, la chiave non girava perché hanno sostituito la serratura’ preciso giusto per fargli intendere che non sono proprio cretino.

Uriah e Sarah annuiscono sorridendo senza troppa convinzione.

E a questo cretino gli ci sono voluti venti minuti buoni per capirlo…-

Alle sette e trenta, George arriva spingendo un carrellino stracolmo di sacchi neri. Nella mano sinistra stringe una bustina strabordante di hash brown, una pastella di patate impanate e fritte – ‘Hey Mr.D. Buon anno! Ecco, adesso apriamo questa porta’ Dice con inguaribile ottimismo ‘mericano.

Non esitate a far sapere all’infermiera se avete altre domande. Nel ricordarvi che questo simpatico gioco per perdere peso è assolutamente facoltativo, vi auguriamo nuovamente buon anno!

‘Hey Mr.D-ih… non mi segni assente sono qui…’ Kenzie, dal fondo del corridoio corre lottando contro il monòtono beep monotòno. È una corsa sgraziata, fatta di falcate scomposte e scoordinate, forse anche perché è difficile correre con una cartella sulle spalle, la busta di Panera Bread con i brownies in una mano e una caraffa di beverone nell’altra.

Ore quindici.

In fila, davanti all’infermeria aspettiamo con calma di essere pesati da Ms.Finningan che una libbra alla volta ci sfiletterà strisce dignità per poi servircele come arsenico da asporto.

La porta dell’infermeria si apre delicatamente. Ms. Finningan, una donna sulla cinquantina, cosce larghe in parte coperte dal camice bianco, braccia robuste, un seno generoso e un sorriso rassicurante che le illumina il faccione tondo, abbassa gli occhi sul foglio e chiama me. Cammino lentamente eclissandomi un passo alla volta dietro la porta dell’infermeria.

Per qualche settimana ci limiteremo a ordinare small size ai fast food e diet Coke. Durante la pausa pranzo mangeremo Caesar salad scondite inghiottendo manciate di integratori. Intanto la fame da frustrazione ci seguirà come un serial killer appostandosi tra le pieghe delle nostre insoddisfazioni. I primi cadranno domenica due febbraio, la notte del super Bowl, quando tra commercial di macchine luccicanti, gente giovane e felice che sparge petali di loto a piene mani, la fame da frustrazione ci soffocherà l’anima a forza di hot dog e patatine.

Tutti gli altri cercheranno di tenere duro; consapevoli che, al primo dispiacere del nuovo anno, la fame da frustrazione, come una mamma amorevole ci consolerà, allattandoci con poppate di milkshake e panna montata al malinconico retrogusto di cicuta.

Questa gentaglia di Remo adesso spasima solo per due cose: pane e giochi.

(Giovenale, Satire 10 )

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Pubblicato da excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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