substitute teachers. It ain't over yet

Ore sette e quindici. Abbasso gli occhi sul cellulare. La mail è scarna, in perfetto stile burocratese.

Oggetto: Docenti assenti nella giornata di Lunedì.

Segue una tabella word. Nella prima colonna i nomi degli insegnanti, nella seconda la loro aula, nella terza le ore di lezione che perderanno. Ogni mattina, alle sei e trenta, Ms. Harget, la segretaria, invia questo messaggio alla mailing list della Silvana High, rain or shine. Efficienza Americana, direbbe qualcuno, gogna elettronica e violazione della privacy, ribatterebbe Ms.Beard, leader del T.A. teacher association, sindacato dei docenti.

Dal canto mio non…

La macchina dietro di me suona il clacson con aplombe britannico. Alzo la testa: il semaforo di Joppa Road è verde, poi diventa giallo, non faccio in tempo a schiacciare il pedale dell’acceleratore che è diventato rosso. Amen.

Adesso la macchina strombazza con stizza yankee vomitamdo la sua rabbia. Alla radio, sulla frequenza 101.9 i Pentatonix cantano:

I’ve got this Christmas song in my heart

I’ve got the candles glowing in the dark

Riabbasso la testa sul cellulare, tanto lo sanno tutti che il semaforo di Joppa Rd. è posseduto dagli spiriti maligni delle strade: diventa verde per pochi secondi per poi tornare rosso per dieci minuti buoni. La macchina dietro di me si placa; mi piace pensare che adesso anche in quell’abitacolo qualcuno stia sfogliando le email sul cellulare.

Torno a leggere: a quanto pare un terzo del corpo docenti della Silvana High oggi è assente. Di sicuro un po’ perché di lunedì e di venerdì ci si ammala di più, un po’ perché queste vacanze di Thanksgiving ci hanno tagliato le gambe e siamo entrati nel periodo delle vacanze di Natale in apnea.

La verità sta come sempre nel mezzo. Durante uno dei convegni organizzati in occasione della settimana dell’American Education Week, un relatore ha tenuto una breve lezione sul CTA, acronimo per Chronic Teacher Absenteism, snocciolando dati e statistiche non proprio esaltanti.

La classe insegnanti, frustrata, derisa, declassata, sottomessa e disgregata quando non abbandona del tutto il proprio mestiere, cade in depressione e si trascina malamente giorno dopo giorno nella speranza di tirare fino a giugno alternando periodi di lezioni ad assenze più o meno giustificate.  Numeri alla mano, un insegnante su quattro negli Stati Uniti perde almeno due settimane di lezione all’anno.

Numeri assolutamente inacc..

La macchina dietro di me strombazza. Alzo la testa e supero l’incrocio mentre dallo specchietto retrovisore il semaforo su Joppa torna rosso. Il rumore del clacson inchiodato al semaforo pigola sempre più piano confondendosi tra le note di ‘The little drummer boy’ alla radio.

Gli insegnanti hanno un tot di giorni di malattia pagata all’anno, cumulabili, ogni assenza extra non verrà retribuita. Le famiglie premono, minacciano, esigono figli super preparati per il college, salvo poi denigrare i docenti e ritenere che siano troppo pagati. È il contribuente che fa a cazzotti con il genitore, l’uovo che rinnega la gallina.  

Provo un sentimento di empatia per i colleghi che sono rimasti con le caviglie incagliate nelle lenzuola calde. Lunedì prossimo quasi quasi mi ammalo anch’io

La prima ora avanza a scatti sgraziati e frenetici, come una versione di Tacito. Nel frattempo la classe segue la lezione sui pronomi e gli aggettivi dimostrativi in power saving mode; teste tra le braccia incrociate, occhi semichiusi, sbadigli ritmici.

Al monòtono beep monotòno della prima ora i ragazzi si azano controvoglia e si trascinano fuori dall’aula. Dal canto mio mi sento stanco e demotivato, l’idea che mancano ancora tre settimane buone per le vacanze di Natale mi terrorizza. Forse venerdì mi ammalo un po’.

Mi metto su un caffè, torno a sedermi e comincio a leggere qualche email. Cancello tre email di colleghi che si divertono a intasare la casella della posta con meme e barzellette natalizie, alzo la testa e  mi accorgo che Priscilla Bateman è seduta a gambe incorciate sul puff alla mia sinistra.

Tossicchio, come per attirare la sua attenzione, ma lei non risponde continuando a sfogliare un manga dal titolo Fruits Basket. Tossicchio un po’ più forte. Niente.

Indossa una salopette beige, camicia di flanella a scacchi rossi e blu, stivali di camoscio e occhiali da vista blu elettrico. I capelli rossi finissimi e lucidi legati in una coda di cavallo le scendono perpendicolari lungo la schiena, gli occhi grigi immersi nella lettura, neanche stesse leggendo il quarto segreto di Fatima.

Mi alzo dalla sedia e mi avvicino lentamente. Solo adesso noto uno: che sta masticando una gomma, due: che ha gli air pods nelle orecchie. A metà strada tra la mia cattedra e il puff, i nostri sguardi si incrontrano.

‘Priscilla, che ci fai qui?’

‘Perché, non posso restare?’ Rispondere con un’ altra domanda, tipico dei miei studenti.

‘No… dovresti essere nella classe della seconda ora’

‘Lo so…’

 ‘Chi hai la seconda ora?’

‘Mr Cummings’ risponde lei senza alzare gli occhi dal fumetto.

‘E non hai paura che ti segni assente?’

‘Tranquillo Mr.D, Mr Cummings non c’è oggi e al posto suo hanno mandato Mr.Yet to be thrown out lemon in tuta mimetica…’ 

‘Mr. Limone da buttare? Ma che significa?’ Dico con fare seccato.

‘Il personaggio dell’episodio crazy sub teacher di Jaiden Animation’ Replica Priscilla come se mi stesse spiegando che uno più uno fa due…

‘…’

‘Non lo conosce? Parliamo di un episodio da quasi ventidue milioni di visualizzazioni, c’mon MrD.’ Mi redarguisce Priscilla. 

 Credere che un docente debba conoscere tutti i libri mai scritti, tutti i video mai pubblicati, tutti i film mai girati, tutte le opere d’arte, tutte le pièce teatrali, tutto lo scibile umano e se possibile anche qualcosina di più;  tipico dei miei studenti

Non faccio in tempo ad aggiungere qualcosa che la porta si apre e Alex e Kenzie entrano in silenzio e si avviano al secondo e terzo puff della prima fila come se niente fosse.

‘E adesso che succede?’ Fingo di chiedere.

‘Mr.D, possiamo stare qui? Di là c’è un matto che strilla da due ore, sembra quello di substitute teacher di Key and Peele’. Si lamenta Kenzie mentre Alex bofonchia qualche …

Vuoi leggere di più? 

La Collana Hey, sembra l’America – Duemiladiciannove- sarà presto un libro.

bibliografia

http://blogs.edweek.org/edweek/inside-school-research/2018/06/chronic_absenteeism_teachers.html

 

Be yourself; Everyone else is already taken.

— Oscar Wilde.

This is the first post on my new blog. I’m just getting this new blog going, so stay tuned for more. Subscribe below to get notified when I post new updates.

Pubblicato da excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

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