Someday This Pain Will Be Useful To You.

Perfer et obdura, dolor hic tibi proderit olim. Scrivo alla lavagna.

La classe mi osserva in drying mode, nel senso che fuori continua a rovesciare un diluvio biblico e la maggior parte dei miei alunni è completamente inzuppata. I riscaldamenti sono finalmente partiti asciugandoci a fuoco lento con il risultato che l’aria della classe sembra quella di una piscina comunale d’inverno. L’aria è pesante e puzza di bagnacauda. Secondo me qualcuno nel fondo della distesa di puff e tappeti si è tolto le scarpe.

‘Allora’ Dico, o forse imploro. ‘Qualcuno vuole aiutarmi a tradurre questa frase?’ Il tentativo è quello di tradurre una serie di frasi celebri Latine.

Uriah, riemergendo dai fondali della classe si stropiccia gli occhi e la barba di rame arricciata dall’umidità, poi, sopraffatto da una meraviglia frammista ad ammirazione esclama: ‘Mr.D non sapevo la conoscesse anche lei’.

Dieci anni fa, davanti a questo commento, avrei probabilmente cominciato a lacrimare sangue come una qualsiasi reliquia recitando a occhi serrati: dies irae dies illa. Oggi so che Uriah è serissimo per cui mi armo di pazienza santa e aspetto. ‘

Davvero Mr.D. lei è un grande. Non sapevo lo guardasse anche lei.’

‘Guardasse? Intendi dire leggesse?’

‘Mr D. La frase, è quella di the walking dead, la serie televisiva, quella degli zombies’ Quasi mi corregge Uriah.

A quanto pare uno sceneggiatore Americano deve aver messo in bocca a chissà quale mostro o zombie l’ immortale verso di Ovidio.

Decido di non ragionar di costui e di passare oltre…

Cancello la frase e scrivo ‘ quis custodiet ipsos custodes?’

Alex, l’armadio a muro difensore della squadra di football dice quasi sotto ipnosi ‘Who will watch the watchmen?’

‘Bravo Alex. Bravissimo. Ti ricordi chi l’ha scritta?’

‘Batman. Nel film Batman v Superman: Dawn of Justice

Sto per dire qualcosa quando il monòtono beep monotòno sancisce la fine del primo round. Gli studenti si alzano alla spicciolata, con la coda dell’occhio intravedo Kenzie mentre si infila gli stivaletti di camoscio ancora inzuppati d’acqua. Lentamente la classe si svuota e rimango piacevolmente solo tra la mia distesa di tappeti e puff meleodoranti. Sto per mettere su un caffè quando la voce squillante di Ms.Harget, la segretaria, si materializza dall’interfono.

‘Mr D?’

‘Sì…?’ Domando con apprensione.

‘C’è una supplenza da fare, per favore vada nell’aula B237’

Alzo la testa all’indirizzo dell’intercom e domandando quasi spaventato: ‘Ha detto B…?’

‘Sì… Mi spiace’. conferma Ms.Harget chiudendo la conversazione.

B 237. B sta per basement, il seminterrato della scuola. A quanto pare mi tocca scendere nelle catacombe.

Nelle scuole americane, gli studenti non possono scegliere in quale istituto studiare, è il quartiere che fornisce la scuola per le proprie comunità. A parte i ghetti e le cloache a cielo aperto, veri e propri riformatori con aule e banchi,  molte scuole si ritrovano con un gruppo di…

Vuoi leggere di più? 

La Collana Hey, sembra l’America – Duemiladiciannove- sarà presto un libro.

BIBLIOGRAFIA

https://www.economist.com/united-states/2020/01/05/a-battle-over-gifted-education-is-brewing-in-america?cid1=cust/dailypicks1/n/bl/n/2020016n/owned/n/n/dailypicks1/n/n/EU/373010/n

Published by excathedra20

Insegnante di latino e italiano per una decina di anni in Italia, dal Duemilaundici in una scuola superiore negli Stati Uniti.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: